Come SprinklerMap posiziona automaticamente gli irrigatori
Lo stesso giardino, quattro algoritmi, quattro layout diversi. Cosa ottimizza ciascuno, che disposizione produce e quando conviene sceglierlo — con gli screenshot del caso reale.
16 agosto 2026
Il problema che il posizionamento automatico deve risolvere
Disporre gli irrigatori in un giardino non è un problema con una sola risposta giusta. Le condizioni da rispettare tirano in direzioni opposte:
- Coprire tutta la superficie: ogni metro quadro di prato deve ricevere acqua da almeno un irrigatore, altrimenti resta una zona secca.
- Sovrapporre i getti: il principio head-to-head vuole che la distanza fra irrigatori vicini non superi il raggio, perché il getto di un irrigatore distribuisce molta meno acqua alla fine della gittata che vicino alla testa. Nelle guide di settore questa geometria si trova spesso descritta come disposizione a scacchiera (irrigatori allineati in griglia) o a triangolo (file sfalsate, copertura più uniforme): SprinklerMap valuta entrambi gli schemi quando calcola raggio e distanza.
- Non bagnare fuori: acqua su vialetti, muri e recinzioni è acqua sprecata e superfici che si rovinano.
- Usare pochi irrigatori: ogni testa in più è un costo, uno scavo in più e una quota di portata che va sottratta al circuito.
Non esiste una disposizione che massimizzi tutto insieme: aumentare la sovrapposizione fa salire il numero di teste, ridurre le teste apre buchi di copertura. Per questo SprinklerMap non propone un solo layout automatico ma quattro: due strategie indipendenti — Priorità perimetri e Priorità area — più SACO, una famiglia più recente con due varianti, Halton e Voronoi, che condividono lo stesso obiettivo ma partono da un metodo diverso.
Questa pagina descrive che cosa ottimizza ciascun algoritmo e che layout produce, non come ci arriva internamente. I criteri sono pubblici e verificabili sui risultati; l'implementazione no.
Il giardino di prova: uno solo, per tutti e quattro
Confrontare algoritmi su giardini diversi non dice niente. Tutti gli screenshot di questa pagina vengono dallo stesso identico giardino, disegnato una volta sola: una L di 12,4 × 10,0 m con un patio escluso di 3,6 × 2,2 m, per 97,4 m² netti da irrigare.
È una forma volutamente scomoda: un rettangolo perfetto renderebbe simili tutti i risultati e nasconderebbe proprio le differenze che servono a scegliere. La L con un'area esclusa nel mezzo è invece il caso tipico di un giardino reale.

Priorità perimetri: il layout dell'installatore
Che cosa ottimizza: il contenimento dell'acqua dentro i confini. Colloca un irrigatore vicino a ogni angolo e lungo i lati, orientando tutti i getti verso l'interno.
Che layout produce: prevedibile e leggibile. Gli irrigatori stanno sul bordo, quindi la tubazione può seguire il perimetro e lo scavo resta lungo i confini del prato, dove disturba meno. È l'impostazione che userebbe un installatore esperto senza fare calcoli.
Sul giardino di prova: 6 irrigatori, 74,7% della superficie coperta. Con settori a 90° sugli angoli e raggi fra 2,5 e 6,6 m, praticamente niente acqua finisce fuori dal perimetro.

Quando sceglierlo: giardini piccoli e medi, forme regolari, e ogni volta che sprecare acqua oltre il confine è il problema principale — prato circondato da vialetti, muri, siepi del vicino. È anche la scelta più semplice da correggere a mano, perché la logica della disposizione si capisce a colpo d'occhio.
Priorità area: pochi cerchi ampi, centrati sulla superficie
Che cosa ottimizza: il numero di irrigatori. Invece di inseguire ogni angolo, colloca pochi irrigatori a raggio ampio nei punti che coprono la porzione di superficie più larga possibile.
Che layout produce: pochi cerchi grandi, quasi sempre a settore pieno, nelle zone più ampie del giardino. Angoli stretti e sacche di forma irregolare restano scoperti per scelta, non per errore: coprirli richiederebbe irrigatori aggiuntivi a raggio corto, esattamente quello che questa strategia evita.
Sul giardino di prova: 4 irrigatori, 63,7% della superficie coperta — il minor numero di teste tra le quattro strategie, ma anche la copertura più bassa: la forma a L lascia scoperti gli spigoli che pochi cerchi ampi non raggiungono.

Quando sceglierlo: quando pochi irrigatori e poca manutenzione contano più della copertura totale del bordo, su superfici abbastanza regolari da poter essere coperte con pochi cerchi grandi. Su forme frastagliate o quando anche gli angoli vanno bagnati, "Priorità perimetri" o una delle due varianti SACO restano la scelta più efficiente.
SACO: una famiglia, due varianti per il punto di partenza
SACO (SprinklerMap Adaptive Coverage Optimizer) è la famiglia più recente e lavora in modo diverso dalle altre due strategie: invece di decidere prima dove mettere gli irrigatori e poi adattarne il raggio, sceglie insieme posizione, raggio, direzione e ampiezza del settore di ogni irrigatore, valutando la configurazione nel suo complesso.
Che cosa ottimizza: un obiettivo dichiarato, condiviso da entrambe le varianti — coprire almeno il 90% del giardino con il minor numero possibile di irrigatori, con ogni raggio non inferiore a 1 metro. Le due varianti differiscono solo nel modo in cui generano i punti di partenza da cui costruiscono la proposta.
Halton: punti di partenza distribuiti in modo uniforme
Genera i candidati con una sequenza quasi casuale ma uniforme su tutta la superficie, indipendente dalla forma del giardino.
Sul giardino di prova: 12 irrigatori, 87,8% della superficie coperta.

Voronoi: punti di partenza distribuiti in base allo spazio libero
Genera i candidati tenendo conto di quanto spazio libero resta attorno a ciascun punto: tende a proporre più irrigatori nelle zone più ampie e libere del disegno.
Sul giardino di prova: 14 irrigatori, 89,0% della superficie coperta — qualche testa in più di Halton su questo giardino, per una copertura leggermente superiore.

Due comportamenti che le altre strategie non hanno
- Dichiarano quando non ce la fanno. Se su quella geometria il 90% non è raggiungibile con irrigatori di raggio sensato, entrambe le varianti lo dicono esplicitamente e mostrano la copertura effettivamente ottenuta, invece di restituire in silenzio un layout scadente. Sono le uniche delle quattro strategie a distinguere fra "questo è il risultato" e "questo è il meglio che ho trovato, e non basta".
- A ogni pressione propongono una configurazione diversa. Non è un difetto: su una stessa geometria esistono molte disposizioni di qualità paragonabile, e vederne più di una aiuta a scegliere quella che si adatta meglio agli ostacoli reali del giardino, che il disegno non conosce. Se un layout convince, va salvato: la pressione successiva ne propone un altro.
Entrambe le varianti SACO sono marcate sperimentali nell'app. Il layout che producono è pensato come punto di partenza da verificare, non come progetto esecutivo — e i numeri misurati qui sopra vengono da un'esecuzione rappresentativa, non da un valore fisso che si ripete a ogni pressione.
Disegna il tuo giardino e prova SACO Halton e Voronoi a confronto → bastano due pressioni del pulsante per vedere entrambe le proposte sul layout reale, invece che sul giardino di prova di questa pagina.
Le quattro strategie a confronto, stesso giardino
Priorità perimetri e Priorità area sono deterministiche: stesso disegno, stesso risultato a ogni esecuzione. Le due varianti SACO no — propongono una configurazione diversa a ogni pressione, quindi i loro valori qui sotto vengono da un'esecuzione rappresentativa sullo stesso disegno di 97,4 m², non da un numero fisso. La percentuale è sempre la quota di superficie raggiunta da almeno un irrigatore, misurata con lo stesso metodo per tutte e quattro: è un confronto omogeneo, non quattro metriche diverse.
| Strategia | Irrigatori | Superficie coperta | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Priorità perimetri | 6 | 74,7% | Giardini piccoli e medi, forme regolari, priorità a non bagnare fuori |
| Priorità area | 4 | 63,7% | Poche teste e poca manutenzione, superfici regolari, angoli scoperti accettabili |
| SACO Halton | 12 | 87,8% | Forme irregolari, aree escluse, punto di partenza general-purpose |
| SACO Voronoi | 14 | 89,0% | Come Halton, con qualche testa in più quando c'è molto spazio libero da sfruttare |
Il numero di irrigatori non va letto da solo: quello che conta è quale layout copre gli angoli o le sacche che ti interessano davvero, non solo la percentuale totale. È il motivo per cui l'app propone una scelta invece di decidere al posto tuo.
Una nota sulla percentuale: misura quanta superficie riceve acqua, non quanto uniformemente la riceve. Sono due qualità diverse, e la seconda si verifica con la simulazione idrica.
Che cosa il posizionamento automatico non fa
I limiti dichiarati contano quanto le funzioni. Il posizionamento automatico:
- Non conosce gli ostacoli che non hai disegnato. Un albero, un pozzetto, un dislivello o un tratto di terreno duro non compaiono nel disegno e quindi non entrano nel calcolo. Le aree da escludere vanno disegnate come fori.
- Non sceglie il modello commerciale. Assegna un tipo di ugello in base al raggio — spray sotto i 5 metri, rotator sopra — ma la scelta di marca e serie resta tua, e cambia portata e pressione di esercizio.
- Non divide l'impianto in zone idrauliche. Il numero di circuiti dipende da portata e pressione disponibili; è un calcolo separato, descritto nella metodologia di calcolo.
- Non tiene conto del vento né di pendenze superiori al 15%, che deformano la gittata reale rispetto al cerchio teorico.
- Non sostituisce la verifica. Un layout con buona copertura può comunque distribuire male l'acqua, o applicarla più in fretta di quanto il terreno la assorba.
Per questo il passo successivo non è installare, ma verificare.
Il passo dopo: verificare il layout con la simulazione
La copertura dice che l'acqua arriva. Non dice se ne arriva la quantità giusta, né se arriva troppo in fretta perché il terreno la assorba. Sono le due domande a cui rispondono le simulazioni idriche dell'app, che lavorano sullo stesso layout appena generato.
Come funzionano le due simulazioni idriche →
Approfondimenti collegati: la regola head-to-head spiega perché la sovrapposizione dei getti non è facoltativa, e la guida tecnica copre evapotraspirazione, precipitation rate e uniformità di distribuzione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra le 4 strategie di posizionamento automatico?
"Priorità perimetri" colloca gli irrigatori sui vertici e lungo i lati, tutti orientati verso l'interno: sul giardino di prova 6 irrigatori, 74,7% di copertura, quasi nessuna acqua fuori dal confine. "Priorità area" usa pochi irrigatori a raggio ampio centrati sulle zone più larghe, lasciando scoperti gli angoli per scelta: 4 irrigatori, 63,7% — il minor numero di teste ma anche la copertura più bassa delle quattro. "SACO" è una famiglia con due varianti che scelgono insieme posizione, raggio, direzione e settore di ogni irrigatore: "Halton" (12 irrigatori, 87,8%) distribuisce i punti di partenza in modo uniforme, "Voronoi" (14 irrigatori, 89,0%) li distribuisce in base allo spazio libero disponibile. Entrambe dichiarano esplicitamente quando non raggiungono l'obiettivo invece di restituire in silenzio un layout scadente.
Quando conviene scegliere "Priorità perimetri" invece delle altre strategie?
Su giardini piccoli e medi, di forma regolare, dove il problema principale da evitare è bagnare oltre il confine — prato circondato da vialetti, muri o siepi del vicino. Gli irrigatori restano sul bordo, quindi la tubazione segue il perimetro e lo scavo disturba meno il prato. È anche la disposizione più facile da correggere a mano, perché la logica si capisce a colpo d'occhio: se un'area resta secca, basta avvicinare due irrigatori vicini. Quando pochi irrigatori e poca manutenzione contano più della copertura del bordo conviene invece "Priorità area"; su forme irregolari, con aree escluse o dove conta soprattutto la copertura totale, la scelta più efficiente è una delle due varianti SACO.
Che differenza c'è tra le due varianti di SACO, Halton e Voronoi?
Condividono lo stesso obiettivo — coprire almeno il 90% del giardino con il minor numero possibile di irrigatori — e differiscono solo nel modo in cui generano i punti di partenza da cui costruiscono la proposta. "Halton" li distribuisce in modo quasi casuale ma uniforme su tutta la superficie: sul giardino di prova 12 irrigatori, 87,8% di copertura. "Voronoi" li distribuisce tenendo conto dello spazio libero attorno a ciascun punto, proponendo in genere qualche irrigatore in più nelle zone più ampie e libere: 14 irrigatori, 89,0% sullo stesso giardino. Nessuna delle due è sempre superiore all'altra, ed entrambe propongono una configurazione diversa a ogni pressione: vale la pena provarle entrambe sullo stesso disegno e confrontare i risultati.
Cosa NON considera il posizionamento automatico prima di installare?
Cinque cose, dichiarate esplicitamente: non conosce ostacoli non disegnati (alberi, pozzetti, dislivelli — vanno aggiunti come fori); non sceglie il modello commerciale, solo il tipo di ugello in base al raggio; non divide l'impianto in zone idrauliche, un calcolo separato che dipende da portata e pressione; non tiene conto del vento né di pendenze oltre il 15%, che deformano la gittata reale; e non sostituisce la verifica — un layout con buona copertura può comunque distribuire l'acqua in modo non uniforme o troppo in fretta perché il terreno la assorba. Per questo il passo successivo è sempre verificare con la simulazione idrica, non installare direttamente.